makes the future the past it leaves you standing at the station your face pressed up against the glass

Visualizzazione post con etichetta cesena. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cesena. Mostra tutti i post

venerdì 20 novembre 2009


continuano le giornate uggiose e il mio morale ne risente. non aiutano le puttanate della gente che mi circonda, l'egoismo, la gelosia, le pressioni psicologiche, l'affanno ad emergere, la stupidità.
non basta sapere che è venerdì, che il film che hai visto ieri sera era molto bello, che proverai a trovare 1 ora per cucinare con le amiche, che vai a trovare i nonni.
non c'è tempo per tutto. non c'è voglia per tutto.
mi sento soffocare, mi sento schiacciata.

mi viene voglia di mollare tutto, di nuovo.

e forse è vero, non ci crediamo più.

venerdì 16 ottobre 2009

martedì 8 settembre 2009

venerdì 4 settembre 2009

mercoledì 15 luglio 2009

stasera HP6!

giovedì 2 aprile 2009

gonne fruscianti

la mia mania del mercato e delle banchette dell'usato. la mia mania delle gonne lalalalà. gli specchi. e la pioggia.


venerdì 27 febbraio 2009

addio al pandino

troppi addii in troppo poco tempo, troppe lacrime, troppo dolore e troppa poca gioia insieme. troppa insoddisfazione sempre lì, di fondo. i'm so sick of goodbyes.


venerdì 13 febbraio 2009

venerdì 25 luglio 2008

il circo dell'architettura


lo so, non si fa. non si sparla e non lo si fa alle spalle. ma cazzo, è venerdì pomeriggio e, cazzocazzo, questa roba mi uccide quel poco che era rimasto!


lunedì 21 luglio 2008

fenicotteri rosa


non sto dietro alle cose che mi succedono a raffica.
dopo mesi e mesi di nulla sul divano, improvvisamente tutto è da fare.
sarà l'estate. sarà il mare, che risveglia tutti dal letargo.
comunque, tra concerti, gomme bucate, litigate, traslochi, cambi di macchine, arrivi e partenze, persone da vedere, alcuni da reincontrare, festivals paesani, la costante è che devo comunque tornare a lavorare il lunedì mattina, anche se ancora per poco, anche se il finesettimana è così pieno e così poco riposante che mi sembra sia durato 10 giorni. e so che questa settimana sarà molto peggio.
auguro a tutti di vedere almeno una volta i fenicotteri rosa sulle saline di cervia, mentre il sole
dietro si sta alzando, e tu, davanti, sfrecci stanco morto verso la settimana che inizia.

lunedì 16 giugno 2008

lunedì mattina

°quando la settimana inizia e tu vorresti sotterrarti piuttosto che iniziare qualcosaltro
°quando trovi al lavoro il capo entusiasta di una settimana a malta e le sue parole non valgono neanche la pena di essere ascoltate
° quando ti parla di progetti che sarebbero bellissimi, ma sai che, se fatti da lui, verranno rovinati irrimediabilmente
° quando vedi che i tuoi amici sono sempre in posti più belli di dove sei tu
° anche quando sai che in fondo non è così, e che è solo un altro alibi alla tua vita
° quando il tuo collega non spreca neanche una parola per evitarti fatiche inutili
° quando un tuo amico ti chiede perchè non tiri più su la testa, e io neanche mi ero accorta di averla giù
° quando una mail+una foto+una chat ti sbattono in faccia che tutti continuano a lottare, tranne me
° quando il sabato sera sei stato a ballare insieme a dei nuovi amici, in un posto teenager e hai fatto le 5 (le 5??)
° quando ti accorgi che è da sabato pomeriggio che nessuno ti cerca, eppure era il finesettimana, l'attesissimo finesettimana, cazzo
° quando il top della novità è farsi fare una brutale visita ginecologica
° quando tu mi dici che il mondo mi si attacca addosso, ma se anche fosse, sono bravissima a scrollarmelo via
° quando chiami e nessuno risponde, mai

allora, mi dici cosa fare per sopravvivere?

lunedì 9 giugno 2008

lunedì mattina

oggi inizia una strana settimana, in cui il mio capo non c'è perchè è a studiare l'inglese - intensive course! - a malta. ci ha lasciato carichi di lavoro, però ce lo possiamo gestire, con la mia segreta speranza di dimostrargli che si può fare bene anche in un modo diverso dal suo.
poi c'è tutta l'aspettativa di riuscire a sgamare qualche ora per andare al mare, se solo ci fosse il sole..
ieri siamo scappati da una cesena piovolosa per rifugiarci, senza crederci neanche tanto, in una cesenatico splendida e solare: l'inizio della stagione, per me.
e, nel mio geniale vestitino nero, sotto al sole battente, guardando una partita di racchettoni in cui usc veniva schiacciata dal suo maestro e da suo figlio, io, senza occhiali, ogni volta che alzavo gli occhi, ero felice che fosse arrivato anche beno!
ci manchiiii!

ah, un appello a tutti: battete un colpo! ditemi che siete ancora lì, mi sento già abbastanza abbandonata da sola! VITA

mercoledì 4 giugno 2008


oggi, tanto per cambiare, piove.
piove da settimane, ormai, e me la porto dietro laddove vado.
mi si spezzano le unghie.
intanto leggo oceano mare ed è proprio come me lo ricordavo, alcune parti sono perfette.
ho anche incominciato ad usare il motorino e, nonostante non lo cavalcassi da tempo immemorabile, più o meno l'ultima volta avevo 17 anni, ci scorazzo come se fosse attaccato al mio culo da sempre.
penso che le persone che arrivano più in alto nell'esperienza della vita siano quelle che assorbono di più da tutto quello che li circonda. attingono, e non si aggrappano.
situazioni, amicizie, amori, luoghi, storie, vite, tutto. e se finisce hai imparato qualcosa. non hai perso niente. hai guadagnato tutto.

piacere, sono io. piacere, come mai non ci siamo mai incontrate prima?

lunedì 26 maggio 2008

come uccidere l'architettura nel ventunesimo secolo


prima ipotesi: "un edificio con una certa importanza architettonicamente rilevante. Un'architettura che quando arrivi dal parco la vedi e te la ricordi". su questo non ho dubbi.


il bello è che ha fatto tutto un ragionamento sull'importanza di avere un elemento curvo al centro e contemporaneamente di mettere in squadro i muri, "perchè se no arredarlo è difficile". potrai notare come è risolta bene la questione.



seconda ipotesi.
quando mi ha chiesto: "come ti sembra?", io ho risposto: "a me sembra una piadina con il tovagliolo".


in realtà dovrebbe essere un edificio con un ponte "alla Calatrava" che fa da sostegno per le parti aggettanti. un altro di quegli edifici architettonicamente importanti.

mercoledì 16 aprile 2008

pranzo al risto 2


oggi invece pranzo al ristorante con i nonni.
il mio nonno racconta quasi urlando, perchè è sordo, di come impila i piatti quando ha finito per aiutare la cameriera perchè anche lui ha fatto il cameriere, durante la guerra. mentre era prigioniero. per 9 anni. in sudafrica.

così mi rendo conto di quanto io abbia bisogno di sapere senza chiedere, di questi momenti spontanei in cui la vita viene a galla e io, spettatrice affezionata, ascolto dissimulando la mia totale commozione a fatti della vita dei miei nonni che temo che cadano nell'oblio da un momento all'altro.
mi dico e mi ripeto che devo attingere dalla loro esperienza e lo vorrei fare quotidianamente, vivendo con loro come loro vivono insieme.
la mia nonna ha appena compiuto 80 anni. il mio nonno ne compirà 90 a settembre.
e io voglio essere come loro. capace di incontrare l'amore dopo aver vissuto 10 anni di guerra. e di andare al ristorante tutti i mercoledì, venerdì e domeniche dell'anno. chissa perchè poi.

mi stupisco di come la mia mamma e la mia zia, oggi al ristorante con noi (perchè questo ormai è il mio privato appuntamento settimanale con i miei nonni) non sappiano o non si ricordino che il loro babbo abbia fatto il cameriere agli inglesi in sudafrica. e che prendesse 1 sterlina al mese di paga.
io non me lo scorderò mai.

e penso ancora una volta ai misteri del rapporto padre-figlie o madre-figlia o nonno-nipote. alle mille combinazioni e possibilità che affollano questo mondo un po' crudele.
e mi viene mal di testa. ma forse è solo perchè mi sono ubriacata di vino bianco.

ah, il mercoledì al ristorante con i nonni si mangia il pesce.

martedì 15 aprile 2008

lavoretti


capita a volte di fare dei lavoretti ad amici o parenti e che questi ti ripaghino (più che altro gli amici) con quello che hanno o con quello che le possibilità permettono loro.
ieri, appunto, ho mangiato da sola in un ristorantino dove la mia amica fa la cameriera a pranzo.
"questa signorina è mia ospite!", ha dichiarato alla proprietaria.
pranzare al ristorante da soli è un'esperienza unica. con un po' di fortuna, se è ora di pranzo soprattutto, si possono ascoltare storie incredibili.
perchè in zona industriale, a pranzo, i tavoli sono affollati da colleghi di lavoro, persone semi-estranee che fanno conversazioni abbastanza superficiali, raccontano di sè ciò che per loro è più banale ma che potrebbe incuriosire o interessare gli altri. e si infoiano!

ieri nel tavolo di fronte al mio c'erano 2 ragazze sicuramente single e due signori un po' più grandi, sposati.
una di loro raccontava dei suoi genitori, di quando si erano incontrati e di quando la sua mamma era rimasta incinta.. a quindici anni! e commentava di come alla fine abbia smesso di chiamarla mamma perchè tutte le volte che era in giro, in un negozio o per la strada la gente che la sentiva chiamare la mamma incominciasse a sbrodolare: "ma veramente è la tua mamma, ma come è giovane! sembrate sorelle!". purtroppo mi è sfuggito il nome della mamma.
e il collega, circa quarantenne con modi di fare da giovine, con tanto di slang e battuta che doveva essere pronta, ma nel momento non gli è venuta affatto bene, e le altre a ridere per cortesia, che affermava che rimanere in casa da sola con tua mamma (evidentemente il babbo se ne è andato o lavora fuori), tu e lei, fa sì che il rapporti sia più simile a quello di due sorelle che a quello tra madre e figlia. ".. però dipende dal contesto".

mercoledì 9 aprile 2008

matriMari













beauty is not in the face,
beauty is a light in the heart