makes the future the past it leaves you standing at the station your face pressed up against the glass

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venerdì 20 novembre 2009


continuano le giornate uggiose e il mio morale ne risente. non aiutano le puttanate della gente che mi circonda, l'egoismo, la gelosia, le pressioni psicologiche, l'affanno ad emergere, la stupidità.
non basta sapere che è venerdì, che il film che hai visto ieri sera era molto bello, che proverai a trovare 1 ora per cucinare con le amiche, che vai a trovare i nonni.
non c'è tempo per tutto. non c'è voglia per tutto.
mi sento soffocare, mi sento schiacciata.

mi viene voglia di mollare tutto, di nuovo.

e forse è vero, non ci crediamo più.

giovedì 15 ottobre 2009

venerdì 9 ottobre 2009

con quale abilità?

scoprire quale abilità ci si addice di più è difficile, soprattutto quando uno riesce abbastanza bene in più cose.
mica come i nostri nonni, che erano bravissimi a coltivare la terra e a fare del vino.. noi, gli acculturati, i viaggiatori, invece..

sabato 12 settembre 2009

sangue

odore di sangue, schifoso.
e il sapore, anche, in bocca.
sempre a chiedermi quando finirà questo mattatoio e, a caro prezzo
, otterrò un senso per tutto questo.
una risposta, cazzo, almeno una.

martedì 25 agosto 2009

summer time

continuo a dirmi che va tutto bene, che arriverà il momento in cui l'angoscia sarà solo un ricordo e tutto quello che ora faccio per dimenticare lo farò per gioire e vivere. poi càpitano momenti in cui si insinua il dubbio, e penso che forse ci dovrò convivere tutta la vita, in fondo non sarei mica la prima.
e che forse questo è già vivere, anche se non me ne rendo conto e le cose che faccio non hanno il sapore dell'eterno. ma è questo quello che mi sono costruita.

lunedì 24 agosto 2009

io sono qui
in un mondo che ormai
gira intorno a vuoto
lontano dal suo sole

che angosce in questi giorni di ripresa, ma ripresa di che? del lavoro? della quotidianità? non è una angoscia per la fine delle ferie, se stessimo bene il lavoro sarebbe solo un particolare insignificante.
cosa vuoi, in fondo?


venerdì 24 luglio 2009

discarica e polvere

nuova esperienza, sempre benvenuta.
questa volta è ciò che non si vede di una discarica. l'oro nero dell'immondizia.
e pensare che c'è gente che lavora per smaltire la nostra merda quotidiana mi fa strano, stranissimo. pensare ai soldi che spendono i nostri comuni è assurdo.
passione. necessità. soldi. cosa può spiegare un lavoro così fine a se stesso? così poco creativo, così deprimente?
che significa non buttare via il proprio tempo? fare un lavoro, capire ogni giorno che non ti piace, continuare a sognare altro, sempre Altro, ma così tanto astratto che non prenderà mai una forma nè un'idea, restando sempre nell'ordine delle categorie.
provare a fare cose, che comunque non saranno mai la Cosa. chissà se esiste.
la risposta a chi mi ha chiesto se ci fosse una cosa che vorrei veramente fare da grande è stranamente sì.
sì, so cosa mi piacerebbe fare, dove e con chi.
ma è talmente irrealizzabile che tutto il resto perde valore.
eppure qualcosa faccio, lo devo fare, qualcosa dovrò pur fare, ma ha così poco valore rispetto a ciò che mi fa dire sì, che faccio fatica a crederci.
e tu lo vedi, se ci credessi potrei convincere anche un muro di mattoni. ma non ci credo, e non ci casca nessuno.
beh, buon fine settimana.


giovedì 9 luglio 2009

in the end you get used to anything

momento riflessivo sul mio blog.. mi chiedevo perchè il mio amichetto continuasse a scrivere papiri, senza mai annoiarsi, e io invece non riuscissi a far altro che caricare foto, o al massimo a citare 1 canzone triste.
in effetti non è che ora sappia perchè, volevo però approfittare di questo momento, in cui il mio cervello sta producendo pensieri + lunghi di una riga, per chiederlo a te.
alla fine ci si abitua a qualsiasi cosa. alla noia, alla routine, alla poca voglia di pensare a cosa vuoi quando ti alzi, a chiederti se stai bene o no.
forse è perchè, nonostante i nostri perpetui istinti suicidi, dopo un po' uno si rompe anche di stare male.
attenzione, è diverso dal non volere stare male, è proprio che mi viene a noia anche questo piangerci addosso, questo raccontarci di quanto non ci piace quello che abbiamo e quanto vorremmo andarcene via.
il risultato comunque non è la felicità.
la mia prova è che infatti io non mi costruisco un futuro via da qui. solamente salgo su qualsiasi aereo che mi si proponga, per scappare per qualche giorno, sapendo che però tornerò.
resta sempre nell'aria, però più lontano, che fa meno male allo stomaco, il pensiero di come dovrebbe essere questa felicità, ma anche questo è già noia. e io metto su chili, segno che ho smesso di lottare.
non so se sia giusto o sbagliato. non mi importa, non voglio saperlo, semplicemente osservo me stessa e cosa mi ha portato qui.
basta.

martedì 2 dicembre 2008

odio la domenica pomeriggio


perchè gli addii sono sempre la domenica pomeriggio?
e perchè sul giornale ho letto che le donne della politica internazionale per vestirsi e comportarsi prendono spunto dalle tipe di Sex&theCity?
perchè dopo un po' tutto mi stufa?
e soprattutto perchè la vita fa schifo? è comunque colpa mia? credo di sì, almeno per me.
ho deciso che, in totale controtendenza, vorrei eliminare il finesettimana, o forse il suo stereotipo. tutti a casa il venerdì e il sabato e usciamo durante la settimana. oppure, se usciamo il fine è solo per fare dei viaggi ragionevolmente lontani e sensati, se no, divano.
ieri mi hanno fatto l'anestesia per curare la carie -non l'avevo mai fatto!- che sensazione di paralisi! che divertente fare le smorfie! e poi sono andata al cinema da sola. un'altra idea geniale.

martedì 4 novembre 2008

femminismo mascherato

scusate, mi ero persa un attimo.
due riflessioni:

UNO: porto sfiga. mi dispiace affermarlo con certezza, ma ne ho le prove. dopo aver bucato la ruota della mia macchina, da sola, ho passato gli ultimi mesi ad arrecare danno a terzi, ai miei amici che, poverini, avevano la sola colpa di portarmi in giro con loro. bucata di nuovo la ruota in sicilia (macchina di Lomba), ci hanno rimosso la macchina una domenica mattina (macchina di Massi), e sabato sera ci hanno tamponato (macchina nuova di Lomba). lui si gira verso di me, "Agne..", io mi nascondo dietro il modulo del CID: "sì, sono io, porto sfiga!".
insomma, ora so cambiare una gomma, trovare una macchina rimossa la domenica mattina, fare una constatazione amichevole. gran guadagno.

DUE: la fox crime offre, anche se non ho sky, la perla COLD CASE. sabato sera dopo il tamponamento ero sul divano e la protagonista biondina mi ha offerto uno spunto di riflessione.. solita tipa che non si trova, rapita dal maniaco psicopatico. dopo una mezzora si scopre che è stata murata viva, il maniaco la crede morta, perchè si è arresa, dopo aver perso la speranza; la detective la crede viva perchè, anche dopo aver perso tutto, le è rimasta lei stessa. potenza dell'ego umano: è viva!!!
dovrei forse imparare a contare un po' di più su me stessa?

martedì 2 settembre 2008


"lo so che è un po' meschino, ma scopro che mi fa una gran
paura l'idea di lasciarti andare per sempre"

mercoledì 6 agosto 2008

tu mi dici che nelle cose della vita non vuoi perdere tempo. e non è che io lo voglia, solo che sento la pressione di una ennesima decisione. e sento che io fuggo, dentro. so che decidere mi farebbe bene, terapeuticamente, qualsiasi decisione fosse. ma non riesco ad arrendermi alla realtà, cioè che potrebbe essere quella sbagliata.
e non è che non so accontentarmi di quello che ho, tipo che alla fine fuggirò per sempre senza mai riuscire ad affezionarmi a qualcosa o a qualcuno: è proprio il contrario.
è che so benissimo la sensazione di leggerezza e di potenza che ti dà l'incontro con qualcosa che ti cambia la vita. che ti fa dimenticare la paura, il passato, la colpa. e so che ora non posso sperimentarlo.
è che più mi chiedi serietà più riaffiora in me il terrore e l'irrequietudine, si risvegliano i sensi di colpa e l'idea che solo tornare sui miei passi potrebbe esorcizzare tutto questo e farmi andare avanti. contemporaneamente mi assale il dubbio che in realtà sia solo una trappola psicologica, questo sdc (strana coincidenza!) che ormai mi governa, fedele compagno, e che solo
il costringermi potrebbe aiutarmi. ma a che spese? e di chi?
stiamo diventando gli stereotipi di noi stessi, annoiati dalle nostre stesse paranoie. non è rimasto più neanche il gusto di scoprire dov'
è il dolore. lo sappiamo già.

martedì 22 luglio 2008

e come sempre
ogni istante
vuole dire tutto o niente

bisogna voler scegliere

lunedì 14 luglio 2008

filtri solari




tutta la certezza che avevo quando stavo con te, la calma che nasceva e si fortificava sulla consapevolezza di essere esattamente dove volevo essere, oggi mi sembra un'utopia. mi sembra assolutamente impossibile poter essere così certa di qualcosa, di nuovo. la debolezza mi uccide e fatico a camminare con le mie gambe. appena qualcuno si affianca a me mi aggrappo e lo travolgo. ho paura di apparire pazza e di respingere invece di incuriosire. la paura psicologica mina la mia testa, la mia autostima scende precipitosamente. la bilancia segnava 53.8 kg. la mia vita sembra filtrata, non vissuta da me. o almeno non da una che conosco.
credi sia possibile retrocedere così tanto? non sapere dove, nè con chi, nè cosa fare della mia vita?
ho una paura fottuta a scegliere qualcosa, nel terrore che scegliendo la cosa giusta mi ritrovi sola. ma che banalità, veramente elementare l'insegnamento che per avere non bisogna stringere nè legare a sè.
eppure..

venerdì 11 luglio 2008

riflessi


alcune riflessioni che da tempo mi ronzano nel cervello. nessuna c'entra con le altre.


1. RIFLESSIONE SULLA MUSICA - ascoltando un concerto con flo, che stava fuori a parlare al cellulare.

mi hanno sempre insegnato che la musica dovesse essere "utile". nel senso che poteva comunicare, far riflettere, innamorare, piangere, pensare.
l'importante era non ascoltare la musica per dimenticare te stesso, come sostituto del cervello, che se ne andava in standby (detto anche, per l'estate, sandby). quindi guardarsi bene da tutti i vari cantanti, per lo più finti, che irretiscono i ggiovani di musica satanica, finta, o troppo r'n'roll.
condivisibile o meno, vabè.
invece..
ho scoperto che il jazz, o tutti i suoi sovra e sottoinsiemi, ti fa andare in trance. ti perdi lì dentro molto più che in una musica "heavy". non lo avrei mai creduto. il concetto, espresso male, è che tu non riesci a rimanere padrone della musica, è lei che si impossessa di te e ti porta dove vuole, e tu non sai dove sei stato. almeno, sarà che non sono più tanto padrona del mio cervello, sarà che ero stanca o chissà che, ma a me è successo questo
. diabolico!! a raccontarlo sembra una situazione da racconto di baricco.

2. RIFLESSIONE SULLE COPPIE - tra me,myself&I

da ragazzina, il mio moroso di allora mi disse una cosa che mi è rimasta impressa. "quando tra 2 persone c'è di mezzo il sesso, è molto più fatica troncare una storia".
la domanda delle mie amiche fu come facesse lui a saperlo, ma non era la mia. io non lo capivo. e ancora oggi non sono d'accordo.
non è il sesso, o meglio il farel'amore che unisce, che lega. in questo mio periodo di post crisi, mi rendo conto che quello che lega 2 persone è l'intimità. che non significa per forza sesso. basta dormire insieme un paio di notti, abbracciati. e ne ho una voglia pazzesca, e un bisogno pazzesco. ma ancora una volta farei solo dei danni. però ecco, è l'intimità, l'abbraccio e lo sguardo che ti fanno innamorare, incatenare. e io non ho ancora imparato a scegliere e a lasciare andare.

3. LA T
E
RZA NON MI VIENE IN MENTE ORA. CI RIAGGIORNIAMO

lunedì 30 giugno 2008

un graffio leggero


Ma il problema, lasciatevelo dire, non sta qui. Non è di questa strada, fatta di terra e polvere e sassi, che stiamo parlando. La strada in questione è un'altra. E corre non fuori, ma dentro. Qui dentro. Non so se avete presente: la mia strada. (...) Una strada dentro, ce l'hanno tutti, cosa che facilita, per lo più, l'incombenza di questo viaggio nostro, e solo raramente, la complica. Adesso è uno di quei momenti che la complica. Volendo riassumere volendo, è quella strada, quella dentro, che si disfa, si è disfatta, benedetta, non c'è più. Succede. Credetemi. E non è una cosa piacevole. No.
(...)
Allora vedete,
Signore Buon Dio,
il mare
è una specie
di piccolo
diluvio universale.
Da camera.
State lì,
passeggiate
guardate
respirate
conversate
lo spiate,
da riva, s'intende,
e quello
intanto
vi prende
i pensieri di pietra
che erano
strada
certezza
destino
e
in cambio
regala
veli
che ti ondeggiano in testa

(...)

Come vedete non è che io non abbia le idee chiare, le ho chiarissime ma solo fino a un certo punto della questione. So perfettamente qual è la domanda. E' la risposta che mi manca. Corre, questa carrozza, e io non so dove. Penso alla risposta, e nella mia mente diventa buio.
Così
questo buio
io lo prendo
e lo metto
nelle vostre
mani.
E vi chiedo
Signore Buon Dio
di tenerlo con voi
un'ora soltanto
tenervelo in mano
quel tanto che basta
per scioglierne il nero
per sciogliere il male
che fa nella testa
quel buio
e nel cuore
quel nero,
vorreste?
Potreste
anche solo
chinarvi
guardarlo
sorriderne
aprirlo
rubargli
una luce
e lasciarlo cadere
che tanto
a trovarlo
ci penso poi io
a vedere
dov'è.
(...)
Basta un segno,
qualcosa,
un graffio
leggero
sul vetro
di questi occhi
che guardano
senza vedere,
io lo vedrò.

lunedì 16 giugno 2008

lunedì mattina

°quando la settimana inizia e tu vorresti sotterrarti piuttosto che iniziare qualcosaltro
°quando trovi al lavoro il capo entusiasta di una settimana a malta e le sue parole non valgono neanche la pena di essere ascoltate
° quando ti parla di progetti che sarebbero bellissimi, ma sai che, se fatti da lui, verranno rovinati irrimediabilmente
° quando vedi che i tuoi amici sono sempre in posti più belli di dove sei tu
° anche quando sai che in fondo non è così, e che è solo un altro alibi alla tua vita
° quando il tuo collega non spreca neanche una parola per evitarti fatiche inutili
° quando un tuo amico ti chiede perchè non tiri più su la testa, e io neanche mi ero accorta di averla giù
° quando una mail+una foto+una chat ti sbattono in faccia che tutti continuano a lottare, tranne me
° quando il sabato sera sei stato a ballare insieme a dei nuovi amici, in un posto teenager e hai fatto le 5 (le 5??)
° quando ti accorgi che è da sabato pomeriggio che nessuno ti cerca, eppure era il finesettimana, l'attesissimo finesettimana, cazzo
° quando il top della novità è farsi fare una brutale visita ginecologica
° quando tu mi dici che il mondo mi si attacca addosso, ma se anche fosse, sono bravissima a scrollarmelo via
° quando chiami e nessuno risponde, mai

allora, mi dici cosa fare per sopravvivere?

mercoledì 4 giugno 2008


oggi, tanto per cambiare, piove.
piove da settimane, ormai, e me la porto dietro laddove vado.
mi si spezzano le unghie.
intanto leggo oceano mare ed è proprio come me lo ricordavo, alcune parti sono perfette.
ho anche incominciato ad usare il motorino e, nonostante non lo cavalcassi da tempo immemorabile, più o meno l'ultima volta avevo 17 anni, ci scorazzo come se fosse attaccato al mio culo da sempre.
penso che le persone che arrivano più in alto nell'esperienza della vita siano quelle che assorbono di più da tutto quello che li circonda. attingono, e non si aggrappano.
situazioni, amicizie, amori, luoghi, storie, vite, tutto. e se finisce hai imparato qualcosa. non hai perso niente. hai guadagnato tutto.

piacere, sono io. piacere, come mai non ci siamo mai incontrate prima?

lunedì 5 maggio 2008

teenagers


ho fatto 1 riflessione ieri, mentre origliavo i discorsi di 5 piùomeno tredicenni, dai quali rimanevo ovviamente affascinata.
il punto è che i discorsi che facevano erano così effimeri, come doveva essere, e venivano dimenticati in pochissimo tempo. passavano da una cazzata super importantissima, tipo perchè hai lasciato marcosimone? mah mi sono accorta che non gli volevo veramente bene, all'altra.

e lì, in quel preciso istante, ho avuto la mia folgorazione.
io non potrò mai essere come loro.

perchè non avrò mai più la leggerezza di saltare da un problema vitale all'altro con la loro facilità.
perchè i miei problemi vitali hanno uno spessore troppo grosso rispetto ai loro.
perchè non sono più una teenager, nonostante la usi da mesi come alibi.
perchè loro sono perfette così e io evidentemente no.