stanotte ho sognato di nuovo di essere incinta. il padre era Tino, solo che non era luilui, era mulatto ed era veramente figo.
io ero tranquillissima, niente di strano; in realtà qualcosa di strano c'era, visto che non stavamo insieme e la sua morosa era incinta anche lei.
anche lei nera e bellissima, era molto dolce e per niente gelosa. e così anche io. una sorta di visione araba.
ci incontravamo all'ospedale, io ero di 3 mesi, ci abbracciavamo tutti.
poi parlavo un po' con lui, era dolcissimo, mi diceva che mi voleva bene, ma ribadiva di aver scelto di stare con lei. per me non c'erano assolutamente problemi, era naturale che fosse così. e poi ne avevamo già parlato.
andavamo a fare una passeggiata in spiaggia, meravigliosa, molto rocciosa, con un mare spettacolare blu. credo che immaginassi la sicilia, d'estate.
c'erano dei gatti sulle rocce e io avevo paura che mi attaccassero delle malattie. me li dovevo staccare di dosso. poi tornavamo indietro e incontravamo degli amici, io mi accorgevo che perdevo sangue e lo dicevo a lui, che, tranquillamente, mi riportava in ospedale.
fine
mi dispiace se fa schifo ma è così quello che ho visto. era veramente reale e tutto molto calmo. ero calma quando mi sono svegliata, non volevo alzarmi.
makes the future the past it leaves you standing at the station your face pressed up against the glass
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mercoledì 18 giugno 2008
venerdì 2 maggio 2008
questa notte ho fatto un sogno
queste notti dormo come un ghiro e sogno tanto, sarà la primavera o sarà che qualcosa sta cambiando..
ieri notte, dopo aver dormito 10 ore, mi sono svegliata con in testa questo sogno.
dovevamo andare in gita con la mia classe, a berlino.
il punto è che non eravamo al liceo, eravamo tutti come ora, lavoratori e studenti dell'università.
la giuly, battacchia, la luisa, la ucci, giovanni.. ma anche tommy, bano, la chiara babbi..
insomma, la sera prima di partire mi rendo conto che mi sono scordata di chiedere al mio capo le ferie e quindi tutto resta così sospeso, tra la prenotazione ed il volo già presi e l'incognita del lavoro.
altra declinazione dell'angoscia prepartenza, simpatica sorpresa. questa volta la valigia nn appariva neanche.
berlino? voglia di ricominciare.
ansia del lavoro? zero. niente di questo lavoro mi mancherebbe.
l'interpretazione per me è facilissima. sono un libro onirico aperto a me stessa. e interpreto per te, così fai prima.
ieri notte, dopo aver dormito 10 ore, mi sono svegliata con in testa questo sogno.
dovevamo andare in gita con la mia classe, a berlino.
il punto è che non eravamo al liceo, eravamo tutti come ora, lavoratori e studenti dell'università.
la giuly, battacchia, la luisa, la ucci, giovanni.. ma anche tommy, bano, la chiara babbi..
insomma, la sera prima di partire mi rendo conto che mi sono scordata di chiedere al mio capo le ferie e quindi tutto resta così sospeso, tra la prenotazione ed il volo già presi e l'incognita del lavoro.
altra declinazione dell'angoscia prepartenza, simpatica sorpresa. questa volta la valigia nn appariva neanche.
berlino? voglia di ricominciare.
ansia del lavoro? zero. niente di questo lavoro mi mancherebbe.
l'interpretazione per me è facilissima. sono un libro onirico aperto a me stessa. e interpreto per te, così fai prima.
martedì 29 aprile 2008
stanotte ho fatto un sogno
stanotte ho fatto un sogno.
capitavo per caso dalle parti di via orcagna in una di quelle notti in cui la festa regna sovrana.
ovviamente via orcagna non era affatto come la vera via orcagna, era una tipologia di casa che ricorre nei miei sogni, non che sia sempre la stessa, ma mantiene un certo tipo di familiarità nei dettagli: legno chiaro, spazi ampi e caldi, vestiti dappertutto.. tipo la stanza dei bambini in una casa danese.
comunque..
eccomi alla festa, che incredibilmente era bellissima, piena di gente non spagnola, incontravo ciava e mi diceva: vieni, vieni, c'è ancora tanto altro!
e scoprivo che, scendendo, c'era una terrazza, con un concerto e la gente all'aperto.. c'era lompa e io ero felice di salutarlo, di incontrarlo lì. era a suo agio, con la sigaretta in bocca e mi diceva qualcosa sulla festa che non ricordo.
voglia di tornare in via orcagna? sì
voglia di festa? sì
voglia di essere di nuovo di casa lì? sì
voglia di fuggire da qui? sì
voglia di essere sempre dove non sono? sì
capitavo per caso dalle parti di via orcagna in una di quelle notti in cui la festa regna sovrana.
ovviamente via orcagna non era affatto come la vera via orcagna, era una tipologia di casa che ricorre nei miei sogni, non che sia sempre la stessa, ma mantiene un certo tipo di familiarità nei dettagli: legno chiaro, spazi ampi e caldi, vestiti dappertutto.. tipo la stanza dei bambini in una casa danese.
comunque..
eccomi alla festa, che incredibilmente era bellissima, piena di gente non spagnola, incontravo ciava e mi diceva: vieni, vieni, c'è ancora tanto altro!
e scoprivo che, scendendo, c'era una terrazza, con un concerto e la gente all'aperto.. c'era lompa e io ero felice di salutarlo, di incontrarlo lì. era a suo agio, con la sigaretta in bocca e mi diceva qualcosa sulla festa che non ricordo.
voglia di tornare in via orcagna? sì
voglia di festa? sì
voglia di essere di nuovo di casa lì? sì
voglia di fuggire da qui? sì
voglia di essere sempre dove non sono? sì
sabato 12 aprile 2008
ti ho sognato.
apparivi così, dal nulla e me ne stupivo, avevo paura di farti arrabbiare e farti attendere, come con le persone importanti a cui tieni ma che non conosci abbastanza, con cui poter non dar peso ai piccoli contrattempi.
io avevo mille cose da fare, mille persone da incontrare e tu mi seguivi, senza mai dire una parola, non sorridevi, non ti spazientivi.
non avevi espressione.
come uno spettatore annoiato.
di quelli che non hanno neanche voglia di protestare per il tempo che stanno perdendo.
forse è quello che vorrei inconsciamente che tu fossi. superiore a me. radicalmente indifferente alla mia vita.
ma ancora non l'ho capito, giuro.
apparivi così, dal nulla e me ne stupivo, avevo paura di farti arrabbiare e farti attendere, come con le persone importanti a cui tieni ma che non conosci abbastanza, con cui poter non dar peso ai piccoli contrattempi.
io avevo mille cose da fare, mille persone da incontrare e tu mi seguivi, senza mai dire una parola, non sorridevi, non ti spazientivi.
non avevi espressione.
come uno spettatore annoiato.
di quelli che non hanno neanche voglia di protestare per il tempo che stanno perdendo.
forse è quello che vorrei inconsciamente che tu fossi. superiore a me. radicalmente indifferente alla mia vita.
ma ancora non l'ho capito, giuro.
mercoledì 5 marzo 2008
stanotte ho fatto un sogno
stanotte ho fatto un sogno
scoprivo che a casa mia dormiva un mio amico, quel mio amico, che chiamerò X, dovevo trattarlo bene perchè aveva un tumore. volevo andare in camera sua ma era già mattina e dovevamo andare a messa, anche se non sapevo dov'era. tutti uscivano prima di me e quando uscivo non sapevo dove andare. incontravo degli amici di mio fratello e giravamo. alla fine scoprivamo che era la chiesa di santa rita e dentro c'erano pochissime persone, io mi aspettavo la folla. andavo davanti, vicino al mio amico, anche se normalmente lo avrei evitato. poi scopro che la cugina di mia mamma con in braccio il suo bibino (che non ha), stava facendo la prima comunione, ed era giovanissima.
alla fine X dopo un po' di esitazione e voce roca dovuta al tumore (ma cosa c'entra, poi), ci proponeva di andare la sera a casa sua a vedere un film.
FINE PRIMA PARTE
INIZIO SECONDA PARTE
un altro mio amico, quell'altro mio amico, che chiamerò Y, lavorava come tecnico a radio deejay, mi portava in radio, faceva una figura da fava bussando sulla porta mentre erano onair e poi stavamo lì a chiaccherare con i colleghi, in stanzine grandi quanto un tavolo. conoscevo federico russo, gli dicevo che avevo vissuto a firenze per anni, ma lui era diversissimo dalla realtà, non aveva neanche l'accento di pontassieve. c'era in onda un'intervista ad un giovane musicista nero.
alla fine c'erano anche basc e usc. il musicista invitava tutti a prendere l'aereo ed andare con lui in olanda e tutti dicevano di sì.
venite anche voi?
ma quando torniamo?
stasera.
allora sì!
io e basc dicevamo un ovvio sì, usc invece no. vi dispiace se non vengo? no no, fai pure come vuoi. raccattavamo tutti i vestiti che ci capitavano sotto mano perchè in olanda fa freddo. la radio era un po' tipo un appartamento. poi senza preoccuparci assolutamente di niente, tipo soldi??, volo?? cose senza senso???, salivamo su 3 monovolumi e andavamo verso l'aeroporto in 15, per passare alcune ore ad amsterdam. Y diventava marginale. partire, dire io c'ero. tanto chicci ferma.
belli 'sti risvegli, con sms obbligato per rendicontare. interpretazioni banali, in fondo.
mercoledì 20 febbraio 2008
stanotte ho fatto un sogno
stanotte sogno assurdo, quelli che mi piacciono di più.
premetto che ho un incubo inconscio delle partenze, paura mista a fretta mista al timore di non svegliarmi la mattina mista al terrore di lasciare a casa qualcosa di fondamentale..
cmq sogno: devo andare a londra, da sola, non so a far che; poco prima di partire scopro che ci deve andare anche il mio simpaticissimo amico degli sms, da solo (questa poi!!), allora decidiamo di andare insieme. la situazione slitta all'aereoporto e io sono ancora con le stesse cose in mano cioè: la mia borsa; senza valigia, senza soldi, senza niente. abbastanza tipico.
folgorata penso: ah, però in borsa ho la carta di credito .. guardo e .. non c'è, l'ho tolta.
allora vado dal mio amico e glielo dico, non ho un soldo, nè un vestito. per fortuna lui mi dice di avere 1300 euro, anzi, ancora meglio, sterline! ok, te le presto. grazie, così mi ci compro le mutande e magari anche un paio di jeans. e in effetti..che cacchio ti servono 1300£ per 4 giorni?
decidiamo di tacito accordo di resettare il nostro rapporto e di ripartire da zero, con tanto di stupore l'uno per l'altro.
alla fine la nostra camera singola si trasforma pian piano in un rifugio di montagna con 2 letti matrimoniali in camere che sembrano quelle di david gnomo (ah, l'infanzia!) e il tutto finisce che andiamo a cena fuori con degli amici (ma dove!!! ma chi ce li ha!!) e lui, che nel frattempo si è trasformato fisicamente in uno molto più vecchio, chissà perchè, mi bacia con tutta la tranquillità del mondo, mentre io gli dico, incredula: ma.. mi stai baciando??
ah, the dreaming land! cmq vorrei dirti cha la parte più importante è quella della partenza tragica
premetto che ho un incubo inconscio delle partenze, paura mista a fretta mista al timore di non svegliarmi la mattina mista al terrore di lasciare a casa qualcosa di fondamentale..
cmq sogno: devo andare a londra, da sola, non so a far che; poco prima di partire scopro che ci deve andare anche il mio simpaticissimo amico degli sms, da solo (questa poi!!), allora decidiamo di andare insieme. la situazione slitta all'aereoporto e io sono ancora con le stesse cose in mano cioè: la mia borsa; senza valigia, senza soldi, senza niente. abbastanza tipico.
folgorata penso: ah, però in borsa ho la carta di credito .. guardo e .. non c'è, l'ho tolta.
allora vado dal mio amico e glielo dico, non ho un soldo, nè un vestito. per fortuna lui mi dice di avere 1300 euro, anzi, ancora meglio, sterline! ok, te le presto. grazie, così mi ci compro le mutande e magari anche un paio di jeans. e in effetti..che cacchio ti servono 1300£ per 4 giorni?
decidiamo di tacito accordo di resettare il nostro rapporto e di ripartire da zero, con tanto di stupore l'uno per l'altro.
alla fine la nostra camera singola si trasforma pian piano in un rifugio di montagna con 2 letti matrimoniali in camere che sembrano quelle di david gnomo (ah, l'infanzia!) e il tutto finisce che andiamo a cena fuori con degli amici (ma dove!!! ma chi ce li ha!!) e lui, che nel frattempo si è trasformato fisicamente in uno molto più vecchio, chissà perchè, mi bacia con tutta la tranquillità del mondo, mentre io gli dico, incredula: ma.. mi stai baciando??
ah, the dreaming land! cmq vorrei dirti cha la parte più importante è quella della partenza tragica
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