makes the future the past it leaves you standing at the station your face pressed up against the glass

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lunedì 2 novembre 2009

sforzi

strane situazioni..
racconto al mio "capo" che "me ne andrò" a fare un altro lavoro e lui cerca di preoccuparsi per me, si informa appena, si sforza, in fondo è solo interessato alle cose che lascerò a mezzo, abbozza due discorsi sulla professione e sui soldi; ma quando capisce che non sparirò nel nulla, anzi, sarò qui tutte le mattine, si tranquillizza e ritorna agli affari suoi.

mercoledì 8 aprile 2009

non sono più come quelli di una volta


tornare a firenze è un'esperienza complessa, che regala emozioni diverse ogni volta. ritrovare le solite cose ma in sostanza nessuna è più uguale.
il numero dei vecchi amici si conta sulle dita delle mani. nuove persone prendono il loro posto agli occhi del mondo.
i vecchi al mercato di piazza dei ciompi si lamentano di qualcosa che non ho ben capito, se sia che vogliano andarsene o vogliano restare, o se solo vogliano una decisione finale sul loro futuro di venditori di ciarpame. intanto danno la colpa a berlusconi del terremoto in abruzzo.
altri vecchi al mercato di sant'ambrogio passando tirano giù -per sbaglio?- a calci un tavolino in vendita di un ambulante. alla richiesta di -almeno- ritirarlo su, rispondono senza neanche rallentare il passo che non è colpa loro, perchè la roba è in mezzo.
al grido di "e se ll'era un bambino icchè tu facevi, lo buttavi in terra?" li sento tirare le somme: è sicuramente un comunista (!!), perchè i comunisti di oggi non sono più come quelli di una volta.

giovedì 26 marzo 2009

saggezza popolare


Simone: ovviamente mi sono letto TUTTO il tuo blog
Agnese: mamma mia che tristezza
Simone: ma no dai, i blog sono fatti per accatastare tutte le seghe mentali accumulate nella vita reale

lunedì 23 febbraio 2009

sconfitta personale

un anno fa io partivo per barcellona, dopo aver compiuto i miei maledettissimi 26 anni. giornate che segnano delle svolte, ma mai le mie. arrivi, partenze. quasi un anno fa mi sentivo come oggi.
perchè mai ci si debba ridurre in un tale stato di apatia di volontà lo sa solo chi resiste. perchè guardacaso, riesco ad avere certezze su altri, ma mai su di me.
che te ne fai del mio in bocca al lupo, cazzo, spaccherai già da solo!
perchè mi sei apparso così diverso, quando ormai era troppo tardi, solo perchè sapevo che era già ora di lasciarsi?
"digli la verità, magari è più facile". ma qual è la verità, che cambia nel giro di 2 ore?
la verità?
che gran inculata.

giovedì 22 gennaio 2009

don't walk away, walk away


I keep drinking the ink from my pen
and I'm balancing history books up on my head
but it all boils down to one quotable phrase
"If you love something give it away"

A good woman will pick you apart
a box full of suggestions for your possible heart
But you may be offended, and you may be afraid
but don't walk away, don't walk away

So I'm up at dawn, putting on my shoes
I just want to make a clean escape
I'm leaving but I don't know where to
I know I'm leaving but I don't know where to

martedì 20 gennaio 2009

Se sapessi come fai

Se sapessi come fai
a fregartene così di me
se potessi farlo anch'io
ogni volta che tu giochi col nostro addio

Se sapessi come fai
a essere sempre così certa che io
dico, dico ma alla fine
vengo poi sempre a pregarti non andar via

Vorrei che per me un giorno solo
le parti si potessero invertire
quel giorno ti farei soffrire
come adesso soffro io

Se sapessi come fai
a fregartene così di me
a sapere così bene
sino a che punto ho bisogno di te

A saperlo così bene
ancor meglio di me

(1966)

lunedì 22 dicembre 2008


post delirante, post contro le sveglie e la loro violenza quando suonano una musica a metà, quando interferiscono con i sogni, quando il loro intromettersi diventa quasi fisico. il mio sonno rincomincia ad essere agitato, il mio stomaco a contrarsi. le lacrime sgorgano senza volere. le cose stringono e vorrebbero conferme che non so dar loro. lo sento, presto mollerò. mi sembra di aver sbagliato ogni passo da un anno e mezzo a questa parte.
ogni
passo.
lasciare
iniziare
riprendere
finire
mi sembra che forse la cosa che mi verrebbe meglio sarebbe scomparire -e lo dico io, che ho fondato il club contro questo!
- sparire per non sbagliare ancora. sparire per commettere un unico errore finale, ma solo uno. ditemi che un giorno saprò fermarmi e con la calma e la gioia adeguate dirmi: io voglio questo.
questi giorni che attorniano il natale sono impegnativi, non sono più semplicemente un lunedì o un
martedì, sono il 22, il 23, il 26. e la settimana non finisce più. sono pesanti. se dormo credo di dover fare un sacco di cose. se mi sveglio vago per casa come una scema, litigando, piangendomi adosso, implorando che qualcosa accada. non lavorare ora per me è devastante.
dovrei andare ma ho paura e ci andrò tremando.

si prospetta un altro natale terribile. e poi l'incubo di una partenza schizofrenica.
lo sento, il peggio sta arrivando.
un'altra volta.

martedì 16 dicembre 2008

indovinare


a volte vuoi talmente tanto alcuni oggetti, desideri per anni che una cosa accada, che quando la ottieni non sei affatto contento, sembra che lo scopo della tua attesa sia svanito, che l'oggetto che finalmente hai trovato non sia nulla rispetto alla sua assenza e al suo conseguente e persistente desiderio.
anzi, ti accigli e ti chiedi perchè mai non sia felice di averlo ottenuto e soprattutto perchè lo sia molto meno di quanto non credessi.

perchè ci credevo, ci credevo di brutto. lo avrò sbandierato ai 4 venti, lo avrò ripetuto quanto cacchio lo desiderassi e da quanto tempo io gli facessi il filo.
eppure.. sarà che l'assenza colma il vuoto più della presenza, sarà che siamo fatti così, che cerchiamo qualcosa che è sempre più grande di qualsiasi cosa otteniamo.
non so, non credo che si svelerà il mistero.
resta il sopracciglio un po' alzato e il pacchetto, che non ho ancora scartato, ho appoggiato sulla mia poltrona, in camera, di fianco al coniglio.
perchè so di aver indovinato cosa contiene.

venerdì 25 luglio 2008

il circo dell'architettura


lo so, non si fa. non si sparla e non lo si fa alle spalle. ma cazzo, è venerdì pomeriggio e, cazzocazzo, questa roba mi uccide quel poco che era rimasto!


lunedì 21 luglio 2008

nuovi punti di vista

dopo che io e la rita abbiamo avvisato chi si stava per laureare e chi si era appena laureato che il "dopo" era solo peggio, ed averlo visto accadere nel giro di 3 ore, ecco come un nuovo punto di vista insperato mi offre una ventata di gioia inaspettata, fanciullesca, nell'essere probabilmente per l'unica ed ultima volta al di là delle sbarre di casa.


















martedì 3 giugno 2008

dottor stranamore

ho aperto la mia porta e dietro non c'era nessuno. peccato. fa sempre piacere il lieto fine, anche se ti resta il dubbio che sia tutta una montatura.





martedì 27 maggio 2008

tuffo nel passato

ma niente è più uguale. si potrebbero sprecare parole e discorsi e ragionamenti sul passato e sul futuro. ma per oggi basta così.





lunedì 26 maggio 2008

come uccidere l'architettura nel ventunesimo secolo


prima ipotesi: "un edificio con una certa importanza architettonicamente rilevante. Un'architettura che quando arrivi dal parco la vedi e te la ricordi". su questo non ho dubbi.


il bello è che ha fatto tutto un ragionamento sull'importanza di avere un elemento curvo al centro e contemporaneamente di mettere in squadro i muri, "perchè se no arredarlo è difficile". potrai notare come è risolta bene la questione.



seconda ipotesi.
quando mi ha chiesto: "come ti sembra?", io ho risposto: "a me sembra una piadina con il tovagliolo".


in realtà dovrebbe essere un edificio con un ponte "alla Calatrava" che fa da sostegno per le parti aggettanti. un altro di quegli edifici architettonicamente importanti.

mercoledì 7 maggio 2008


alla fine niente cantiere, ma ci andro domani pomeriggio, se...

..se non avrò la febbre, perchè alla fine, dopo tutto l'inverno, mi sono ammalata!!
insomma, hai presente la frase di qualche mese fa "ogni volta che parto devo avere per forza qualcosa di rotto"? ecco, anche sta volta il mio corpo mi tradisce!
avere la febbre dopo un intero inverno senza neanche un misero raffreddore (e sul motivo di ciò si aprirebbe un'altra dissertazione) questo è un vero e proprio tracollo!
ah, tutto questo per dire che lunedì dovrei partire per gli Emirati Arabi, se tutto va bene.
il mio capo, impanicato per il mio principio di influenza, visto che devo finire il progetto da portare all'emiro, mi ha prescritto il suo antibiotico, che in teoria sarebbe indicato per:
"infezioni del tratto rino-faringeo (tonsilliti, faringiti), dei seni paranasali.
Infezioni del tratto respiratorio inferiore: bronchiti, polmoniti batteriche e polmoniti atipiche.
Infezioni della pelle: impetigine, erisipela, follicolite, foruncolosi e ferite infette".

tutto sommato non credo di averne nessuna, anzi, di fronte alla sua insistenza affinchè io lo prenda immediatamente, mi sa che sono guarita.

ho finito il libro che stavo leggendo, UTO di De Carlo, e ora ne sto leggendo un altro. Uto è bello, mi rispecchio in lui, cinico e menefreghista, presto ti fornirò qualche stralcio ulteriore.

mercoledì 23 aprile 2008

lunedì 21 aprile 2008

21 aprile


venti giorni.
sono passati venti giorni dal giorno in cui ti ho incominciato ad aspettare.
mi sembra in realtà molto di più.
e credevo che non mi avresti più cercato, almeno per un bel po'.
e quando
e se questo fosse successo io sarei stata pronta.
avrei saputo cosa dirti.
ma oggi non ce la faccio proprio a vederti.
"non sono pronta", mento a me stessa.
sono instabile, psicologicamente a pezzi. non verrò, oggi.

martedì 1 aprile 2008

mi rendo conto che avrei voluto essere lì oggi, avrei voluto presidiare il mio ruolo nel giorno in cui ti saresti reimposto al mondo, di nuovo, splendente come il giorno in cui ti incontrai la prima volta, SOLO per non ammettere a me stessa di non essere più così necessaria a te, per non doverti immaginare felice in "uno dei momenti più belli della nostra vita", anche senza di me.
ed è solo egoismo.
non so cosa vuol dire amare, non so più cosa c'è oltre alla compagnia zoppa che ci si fa l'un con l'altro, a singhiozzo, senza riuscire a costruire nulla.

qual è il limite tra l'egoismo puro e fare le cose per se stessi, come cmq dovrebbe sempre essere?
e cosa scegliere: essere soli e rimanere a curare le piaghe del proprio cuore o avere qualcuno a fianco a cui aggrapparsi fino a farlo affondare?


"ho bisogno di te!" dissi una volta ad un mio amico. lui mi rispose: "sbagli. io non ho bisogno che di me stesso e del mio cuore, tutto quello che viene in più è una cosa bellissima di cui essere felici. prima di stare bene con gli altri devi star bene con te stessa."
cerca di capire prima di opporti e forse vedrai quello che vedo io.

"E se conoscevi loro, cosa sapevi di me, Silente? Il mio destino è sapere, ma non cercare? Sapevi quanto mi sarebbe stato difficile? E' per questo che l'hai reso così complicato? In modo che avessi il tempo di capirlo?"


tightroping on the 1st of april

thanks to marco cazzato

oggi è come se mi dovessi laureare di nuovo, non per lo stress fisico ma per quello psicologico; quello che ti tiene sveglio la notte, quello che ti chiude lo stomaco la mattina e ti attanaglia il cervello, ben sapendo che non hai nulla da temere da te stesso nè tantomeno dagli altri.
ultimamente tutto mi prende allo stomaco, e ci deve essere una corsia preferenziale che colleghi la bocca dello stomaco ai condotti lacrimali.
stamattina mi sono anche svegliata con l'herpes.


non è che non risponde, è che io non riesco a capire queste risposte, le parole, i sorrisi di incoraggiamento.
è come se io chiedessi aiuto e poi mi girassi chiudendomi le orecchie con le dita, senza voler sentire la risposta. e il suo sorriso non lo vedo.

everyday i'm a tightrope,
finding my way upon that rope,
knowing that if i arrive at the end of my ride,
it will be only a precious gift of destiny. thank you all.

domenica 9 marzo 2008

sassolini


Lei si chinò ad abbracciare le proprie ginocchia, in preda agli spasmi di un mal di stomaco da vino da 4 soldi.
Si girò verso l'altra.
«Pietra sopra?»
Poche parole, contenenti una decisione immensa.
L'altra guardò un punto imprecisato tra il muro e la porta socchiusa. Pensava più o meno le stesse cose.
In realtà erano anni che questa domanda le affiorava alla mente, periodicamente. Era capace di scordarsene per mesi, per lunghi periodi che coincidevano a storie felici con altri uomini o semplicemente a coincidenze che li costringevano lontani, almeno dagli occhi.
Infatti bastava che si rivedessero perchè l'antica speranza si ridestasse, viva, per poi venire puntualmente uccisa ogni volta. Ed ogni sera finiva con la stessa domanda: pietrasopra?
Chissà se avrebbe mai avuto il coraggio di chiudere la porta al destino, uno spiraglio al destino. Perchè più che di uno spiraglio quasi invisibile non si poteva proprio parlare.
Si girò, pensando che no, neanche questa sera sarebbe stata l'ultima.
«Non è una serata per macigni così grossi» pensò. «Mi tengo i sassolini».

domenica 17 febbraio 2008

ecco perchè

ora capisco perchè mi sento sola così spesso, e perchè la nostra vita sia stata divisa da studiosi in periodi ben precisi, che hanno nome e cognome: infanzia, pubertà, adolescenza, non so cosa venga dopo.
io sono la cosa sbagliata al momento giusto. starei bene con un branco di 16enni incazzate con la vita. ecco perchè i miei coetanei si sono rotti di sentire sempre le stesse storie di lacrime e tragedie. ecco perchè anche mia sorella minaccia indifferenza totale. ovviamente non sarei nel posto giusto neanche tra quel branco di cerebro-coetanee.
è che io non sono stata abbastanza teenager al momento giusto. o forse non è neanche questo. benissimo, dunque.